Indologia Italia

Indologia Italia

Seminario di traduzione



Vetālapañcaviṃśati


Versione di Jambhaladatta – M. B. Emeneau, American Oriental Society, New Haven-Connecticut, 1934.

STORIA INTRODUTTIVA (frame story)



1. iha hi mahīmaṇḍale narapatitilako nāma vividhamaṇikuṇḍalamaṇḍitagaṇḍasthalo nānālaṃkārabhūṣitasarvaśarīro nānāśāstrārthavid vividhaguṇaratnaratnākaro vividhendranīlamarakatavajravaiḍūryamāṇikyamuktādisamūhasamāhr̥tayakṣādhirājavibhavo nānādigantaravartibhūmidharakaṭakeṣu saṃgītavidyādharībhir udgīyamānakīrtiḥ puraṃdara iva sarvāṅgasundaro rājacakravartī śrīmān vikramakeśarī babhūva

2. sa khalu narapatir anekasāmantāmātyaparivr̥taś caturudadhimekhalāyā bhuvaḥ svāmī rājarājeśvaro 'nirvacanīyaṃ tadrājyasukham anubhavan kālaṃ nayann avatiṣṭhate

3. tasyādhikāre 'ṣṭasiddhikāmaḥ kṣāntiśīlo gantum upacakrame athaikadā tasya narapater abhyudite bhagavati marīcimālini mukhaprakṣālanasamaye pānīyopaḍhaukayitr̥puruṣapramukhena supraśastaṃ vicitraṃ bilvaphalam ekaṃ kṣāntiśīlo nāma kāpālikaḥ pratyahaṃ rājñe prādīdapat

4. tato narapatis tad ādāya supraśastaṃ pratyūṣakālalabdhaṃ phalam idam abhinandya tasminn eva rājapuruṣe nityam avasthāpayati

5. ekadā pūrṇeṣu dvādaśavar̥ṣeṣu taddīyamānaṃ bilvaphalaṃ rājñaḥ karakamalān nipatya prāṅgane bhagnaṃ khaṇḍakhaṇḍaṃ babhūva

3 commenti:

  1. 1. C’era un tempo un grande sovrano dalla fluente chioma, bellissimo, perfetto in tutte le parti del corpo, paragonabile a Indra, la cui gloria era cantata dal coro dei vidyādharī, ed egli viveva nelle zone nei pressi di una montagna che si trova in una lontana regione; potente signore degli yakṣa, egli aveva raccolto una vasta collezione di diversi gioielli, perle, rubini, diamanti, smeraldi e zaffiri, ed era ornato in tutto il corpo di vari gioielli e aveva anche il viso abbellito da orecchini.
    2. Quel grande re dunque trascorreva il tempo circondato da ministri, padrone del cielo e delle quattro parti della terra, supremo signore tra i re, immerso nel godimento di questa indescrivibile regalità.
    3. Tanto tempo fa dunque, nel momento in cui il sole sorgeva sopra quel re, durante l’abluzione del volto di fronte a uno che porgeva l’acqua, un kāpālika di nome Kṣāntiśīla pose al re un meraviglioso ed eccellente frutto di bilva.
    4. Allora il re, avendolo ricevuto e apprezzando quel frutto colto nella stagione calda, lo affidava sempre a un tal servo.
    5. Dopo dodici anni, quel frutto di bilva dato in dono cadde dalle mani di loto del re in mezzo alla corte, si ruppe e andò in pezzi.

    RispondiElimina
  2. Vorrei tradotto la parola "grande anima" in sanscrito...

    RispondiElimina